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Ultramaratona Pistoia-Abetone - 4° TRAGUARDO - |
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Ultima domenica di giugno: parte la Pistoia-Abetone. Non c'è corsa che incida più profondamente il nostro territorio con la fatica: città, collina e montagna in un susseguirsi di saliscendi che la rendono unica tra le “classiche” del podismo internazionale. Ma per molti di noi, la Pistoia-Abetone ha il suo volto più bello e umano nel Quarto traguardo.Come dire: accanto alla fatica della corsa, la fatica della vita – per un giorno – è da dimenticare. Il Quarto traguardo è la speciale tappa di 3 chilometri da Le Regine ad Abetone dedicata ai ragazzi diversamente abili. L'iniziativa nasce così, nel 2002, quasi improvvisamente, da una volontà ferma e tenace dell'Assessore allo Sport della Provincia Floriano Frosetti e grazie all'entusiastico abbraccio della Silvano Fedi che ha fatto suo ed ha reso concreto il messaggio istituzionale. Il tratto distintivo del Quarto traguardo fin dalla prima edizione è stata una partecipazione convinta e sentita da parte di ampi settori della società , dentro e fuori la provincia, dall'associazionismo sociale e sportivo, agli Enti locali, alle famiglie, ai semplici cittadini. Momento simbolo della solidarietà e dell'essere uguale, senza barriere né differenze. I ragazzi disabili – per i quali l'iniziativa era nata - si sono così, a poco a poco, confusi dentro una moltitudine di persone in cui ogni anno spicca il ministro o l'assessore non più dell'alpino, dello studente, dello sportivo. Insieme e presenti, questo è il sapore della sfida morale lanciata da questa speciale tappa, che la montagna pistoiese e la sua gente accoglie sempre generosa e solidale. A Le Regine , punto di ritrovo, ci allineiamo tutti puntuali sotto la volta della partenza: contiamo ormai più di 350 partecipanti nell'ultima edizione. Uno sparo e si parte. Le braccia molteplici che spingono le carrozzine hanno il colore della vittoria, per tutti. Credo che il risultato che ad ogni edizione noi organizzatori ci aspettiamo non sia paragonabile a quello che viviamo sempre di nuovo e come una scoperta. Non c'è tecnicismo precedente (riunioni, organizzazione dei trasporti, consegna pettorali…) che qui sia fine a se stesso e che non sia superato dalla leggerezza dei suoni, dei volti, delle parole dei nostri ragazzi. Alla fine di questo giorno, dopo il consueto pranzo che ci vede tutti riuniti, rimane solo un grazie. Grazie davvero a tutti !!!! |
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